La dieta dei marinai di Nelson

Carne salata, gallette e, occasionalmente, qualche scarafaggio. E' il non proprio allettante regime alimentare dei marinai inglesi del primo '800, l'epoca di Horace Nelson e delle guerre navali (vittoriose) contro Napoleone. Una nuova tecnica di analisi chimica ha permesso agli archeologi di scoprire quanto austera la dieta dei marinai della marina reale fosse realmente. La ricerca, guidata dal professor Mark Pollard dell'Università di Oxford, si è concentrata sulle ossa provenienti da 80 marinai che hanno prestato servizio dalla metà del XVII alla metà del XIX secolo e sono stati sepolti nei Cimiteri navali Royal Hospital di Plymouth e Portsmouth. L'analisi isotopica del collagene osseo dagli scheletri recuperati ci ha permesso di ricostruire la loro dieta, ha detto Pollard. Confrontando questi risultati con la documentazione storica possiamo costruire un quadro più preciso della vita nella marina di Nelson. Alla fine del '700 la marina inglese era arrivata a impiegare 70.000 marinai: una grande sfida logistica in particolare per il loro sostentamento. In genere non dovevano mancare in cambusa farina, avena, sugna, formaggi, carne di maiale essiccata, baccalà e gallette. Ma nelle rotte più lunghe, verso le Indie, i marinai erano costretti a una dieta ancora più rigida, fatta di carne salata e gallette. Quando anche la carne scarseggiava, persino gli scarafaggi tornavano utili per soddisfare il fabbisogno di proteine.