Butterfly Arc

Il logo del parco

Nel 1988 nasce la prima casa delle farfalle italiana a Montegrotto Terme in provincia di Padova, per poter ricreare spazi naturali ove tutti possono ammirare le farfalle più belle del mondo dal vivo. Avere, vicino a casa un luogo straordinario, ove osservare la vita di animali tra i più belli per eleganza, forme, disegni e colori. Oggi la casa delle farfalle di Montegrotto Terme costituisce uno dei più importanti centri museali viventi. Fin dall’iniziato la casa delle farfalle di Montegrotto Terme, che sarà la sola in Italia per moltissimi anni, gode di un ampio consenso di pubblico, della stampa e del mondo accademico. La casa delle farfalle ogni anno viene apprezzata vista da un gran numero di visitatori, molte decine di migliaia l’anno, di cui gran parte sono scuole, gruppi, pubblico normale di studiosi ed appassionati. Dello stesso tenore le visite virtuali del sito internet. Oggi la casa delle farfalle di Montegrotto è conosciuta in tutto il mondo. Va detto che l’ideazione delle casa delle farfalle, ha trovato maggior fortuna nel mondo anglosassone e soprattutto in Inghilterra, dove una cultura pluricentenaria per le scienze naturali ne ha favorito le prime importanti progettazioni fin dall’inizio degli anni ’80. Nella “casa delle farfalle” ci sono dei bellissimi giardini esotici dove giornalmente si corteggiano, si nutrono sui fiori e si riproducono, oltre 400 tra le più belle farfalle del mondo. I giardini con le farfalle tropicali sono tre: amazzonico o neotropicale, afro-tropicale e indo-australiano. All’interno della “casa delle farfalle” si possono vedere tutti gli stadi di sviluppo delle farfalle: uovo, bruco, crisalide e farfalla. Si possono osservare le differenze tra le farfalle diurne e le notturne, dette “falene”. Il visitatore può imparare e incontrare dal vivo alcuni tra gli esempi più significativi di trucchi adottati per la sopravvivenza, come il mimetismo. Il Bosco delle Fate nasce per conoscere più da vicino le storie fantastiche che riguardano gnomi, fate e folletti. Loro fanno parte del nostro patrimonio storico e culturale, se solo si pensa alla loro origine. Nessuno può stabilire di preciso quando si sia cominciato a parlare di questi personaggi fantastici: la loro comparsa risale alla notte dei tempi, e fino al 17° secolo convivevano con l’uomo nella vita di tutti i giorni; solo dopo questa epoca furono man mano consegnati alla leggenda dalla tradizione orale. Da cosa e nata la convinzione di un mondo parallelo a quello degli uomini (il cosiddetto mondo di mezzo)? L’uomo preistorico, di fronte a fenomeni naturali particolarmente violenti, era impaurito; però, mano a mano che l’uomo prendeva confidenza con la natura, si sviluppava in lui l’esigenza di spiegare perché questi fenomeni si manifestassero. Il modo più facile per interpretare la natura era ricondurla a una rassomiglianza umana: tutto assumeva un’anima. Alla pioggia, al vento, alle piante, all’acqua, a qualsiasi evento, veniva associato un carattere, cioè la capacita, propria dell’uomo, di gioire, arrabbiarsi, decidere in base a situazioni diverse. Questo carattere si stacco progressivamente dal fenomeno cui era associato, fino a vivere di vita indipendente, incarnandosi in particolari personaggi: il vento, talvolta impetuoso, talvolta sottile, creava un elfo dall’indole dispettosa; le fonti e le sorgenti davano vita a fate; gli alberi a folletti o streghe, e cosi via. II Bosco delle Fate, oltre che una presentazione divertente di tali antiche leggende, e anche un’occasione per risalire la storia e immedesimarsi nelle paure e nelle passioni di chi ci ha preceduto. Inoltre, e il modo più semplice per avvicinarsi alla natura, come hanno fatto i nostri avi: dandole un’anima. Quando si entra nel Bosco delle Fate – a partire dall’Amanita Muscaria per finire con le betulle che chiudono il percorso – ogni specie vegetale e affiancata da una favola, da un evento religioso che porta ogni albero a essere non uno fra i tanti nel bosco, ma il nocciolo, il sambuco, il frassino, e ci si ricorderà di essi anche in virtù della storia associata.